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AUTOVELOX: sentenza anti-multe

AUTOVELOX: sentenza anti-multe

AUTOVELOX: sentenza anti-multe

Autovelox. Sarà il giudice, in caso di contestazione, a effettuare le verifiche del caso. Non sarà più sufficiente l’attestazione di funzionamento ed omologazione dell’apparecchio firmata dagli agenti secondo quanto stabilito dai giudici.

L’apparecchio elettronico in grado di rilevare il superamento del limite di velocità consentita in un particolare tratto stradale, torna nuovamente in discussione.

Secondo l’ordinanza 11776/20 della Cassazione non è più sufficiente una semplice attestazione di regolare funzionamento e revisione periodica da parte degli agenti preposti alle verifiche.

Il ricorso in Cassazione riguarda l’efficienza dell’apparecchio che non risulta verificata con una documentazione in grado di definire con certezza la perfetta taratura ed omologazione.

Il legale dell’automobilista sostiene che sia di fondamentale importanza “la taratura periodica per le apparecchiature di rilevazione della velocità”.

L’attestazione degli agenti “priva di alcuna indicazione in merito alla omologazione ed alla data della prescritta verifica periodica dell’apparecchiatura” non ha rilevanza probatoria. Per cui, non si può accollare all’automobilista l’onere di fornire la prova del malfunzionamento dello stesso autovelox.

Secondo i giudici della Cassazione: “La dicitura che l’apparecchiatura era ‘debitamente omologata e revisionata’ non soddisfa le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura“.

Da ora in poi, qualora vi siano contestazioni, il compito del giudice sarà quello di “accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate“.

Fonte: Il Giornale

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