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MULTE: Sinistra cinica

MULTE: Sinistra cinica

MULTE: Sinistra cinica

Multe. Il capo dei deputati di Forza Italia, Roberto Occhiuto: “A sinistra non hanno capito che è cambiato il mondo”.

Il capo dei deputati di Forza Italia, Roberto Occhiuto, esplode: “A sinistra non hanno capito che è cambiato il mondo. È come se dopo la guerra, l’agenzia delle entrate andasse a riscuotere le multe che sono state fatte per strada sotto i bombardamenti”.

Anche Ettore Rosato, vicepresidente della Camera appartenente a Italia Viva, commenta: «Per questi tra prima del Covid e dopo il Covid non è cambiato nulla. È rimasta la stessa impalcatura ideologica. La polemica sulla rottamazione delle cartelle dell’agenzia delle entrate lo dimostra. Diciamoci la verità, sotto il tetto dei 5mila euro si tratta nella stragrande maggioranza di multe da codice della strada. E tu tieni ancora sotto pressione la gente stressata per questo?! La polemica nasce perché Pd e Leu per stare appreso alla Cgil fanno caciara».

“Avanti” e “Dopo” il Covid

Se prima si indicavano gli anni “avanti” e “dopo” Cristo, ora si indica “avanti” e “dopo” il Covid. Solo che un pezzo di politica, neppure tanto piccolo visto che sulla carta sarebbe “la sinistra”, non si è reso conto di cosa è successo. Un bel pezzo di Pd e Liberi e Uguali è contrario alla proposta di stralciare le cartelle sotto i 5mila euro. Il braccio di ferro è andato avanti per giorni. Ed è finito con un compromesso che riduce, per ora, la portata del provvedimento: lo stralcio arriva fino al 2010 e non al 2015. Inoltre, ne usufruirà chi è sotto il reddito dei trentamila euro e non tutti. Il dato positivo è che il provvedimento potrà essere emendato in Parlamento ampliandone gli effetti. Inoltre, c’è l’idea di attuare una riforma secondo cui se dopo cinque anni l’Agenzia delle Entrate non riuscirà a riscuotere, le cartelle esattoriali scadranno.

La mediazione

La mediazione al ribasso è stata determinata dalla sinistra e dal fatto che Draghi non si è voluto prendere la paternità di un condono. Il paradosso è che, in questo atteggiamento resistente, la sinistra si è ritrovata addirittura senza l’appoggio dell’ultima “costola” acquisita, cioè i “grillini”. I 5stelle, semmai, buona parte della loro ideologia la riversano sui temi della giustizia, sono più rigidi di un’asse di ferro.

Mentre Di Maio, Bonafede e soci frenano sulla giustizia e il Pd e Leu sulla rottamazione delle cartelle, la capacità riformatrice del governo viene rallentata. E va a farsi a benedire ogni sforzo di ricostruire il Paese negli anni del dopo Covid. La mediazione di Draghi con il Pd, cioè rottamare le cartelle solo di chi ha un reddito inferiore a trentamila euro, ha scontentato la Lega. Il sottosegretario leghista Claudio Durigon rimarca: “I ristoratori prima del Covid potevano essere considerati dei benestanti ora, dopo mesi di chiusura, sono tutti nei guai”. Nel Pd, tutto si blocca sulle “seghe mentali”. Una spada di Damocle che servirà solo a mantenere sotto pressione psicologica i cittadini.

Il Pd per cementarsi e cementare le sue alleanze ha bisogno di un’ideologia e di un nemico. Il “nemico” preferito, è scritto su tutti i muri del Paese, è Salvini. Negli Stati Uniti stanno vincendo la guerra economica scatenata dal Covid con la filosofia dell’helicopter-money. In un’Italia “rottamata”, invece, nella maggioranza di governo si ingaggia un braccio di ferro sulle virgole della “rottamazione” delle multe per divieto di sosta. Il punto è che la sinistra guarda al futuro con gli occhi del passato: oggi sulle cartelle esattoriali; fra un anno per il Quirinale.

Fonte: Il Giornale

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