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BRESCIA: Annullate multe per 30 milioni sulle quote latte

BRESCIA: Annullate multe per 30 milioni sulle quote latte

BRESCIA: Annullate multe per 30 milioni sulle quote latte

Brescia. Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di trecento allevatori bresciani e ordina di rivedere i penalizzanti tetti produttivi imposti alle aziende.

Multe sulle quote latte annullate per oltre 30 milioni di euro, con riferimento a quattro annate agrarie. Il Consiglio di Stato ha anche fatto decadere le comunicazioni sui tetti produttivi per le annate in questione e con le conseguenti ripercussioni sulle multe. Si tratta del periodo che va dal 1997 al 2001: un percorso legale intrapreso con primi ricorsi e che è arrivato alla sentenza di ieri. A più di 20 anni di distanza da quando gli splafonamenti, quindi produzione oltre le quote stabilite, erano al centro di un dibattito molto acceso.

Ad illustrare le novità sopraggiunte nella giornata di ieri è l’avvocato Fabrizio Tomaselli che segue le vicende delle quote latte da quando infiammavano le cronache. “Le due sentenze del Consiglio di Stato, innanzitutto, riguardano ben 300 aziende bresciane. La questione importante non è solo quella delle multe annullate, ma dell’attribuzione di quote. La normativa comunitaria diceva che le quote non utilizzate non le puoi mettere solo a favore delle zone svantaggiate come la montagna […]. La sentenza della Corte di giustizia ha detto che la distribuzione deve essere proporzionale a tutti, non solo a favore di qualcuno […]. Sono quindi stati stabiliti due principi: le multe vanno conteggiate ridistribuendo a favore di tutti i produttori quelle quote che non erano state utilizzate”.

Prosegue il legale: “Si tratta di compensazione proporzionale e per certe aziende le multe delle quote latte diminuiscono anche del 60% o forse più. Quello che cambia è il meccanismo di compensazione. Il passaggio fondamentale è che se avessi avuto una quota corretta non avrei splafonato”.

Le sentenze del Consiglio di Stato hanno quindi recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 27 giugno 2019. Nel mirino della Corte di Giustizia Europea è finita la legge 118 del 1999, che introduceva i criteri di compensazione con categorie prioritarie. Quegli agricoltori che andavano, in sostanza, compensati prima degli altri. Un caso era per esempio quello delle zone di montagna. Chi era in una zona svantaggiata non pagava la multa.

Ora invece “si dovrà procedere con la compensazione proporzionale” con la “ridistribuzione per tutti”. Una lunga battaglia, che nel frattempo ha visto aziende chiudere anche per i problemi sorti allora quando la filiera del latte era in crisi.

Fonte: Brescia Oggi

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