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GENOVA: Strage di multe dei semafori intelligenti T-Red

GENOVA: Strage di multe dei semafori intelligenti T-Red

GENOVA: Strage di multe dei semafori intelligenti T-Red

Genova. Linea dura del Comune: “Priorità alla sicurezza”. Segnalato un caso da 1.800 euro a Sampierdarena.

Il semaforo all’incrocio tra via Cantore e via San Bartolomeo del Fossato sanziona chi passa col rosso e chi non rispetta la canalizzazione delle corsie. Il titolare del tabacchino di corso Martinetti, Stefano Bitonto, racconta che ogni giorno c’è una processione di clienti che vengono a pagare multe. “Arrivano in continuazione. Addirittura un signore ne aveva ricevute 38 per un importo complessivo di oltre 1.800 euro. In un momento così drammatico per l’economia ci sembra ingiusto”.

Quasi 40mila verbali, di cui 25.234 per la violazione della segnaletica che regola le svolte e appena 8.211 per aver “bruciato” il rosso agli incroci. I numeri forniti dalla polizia locale raccontano una vera “strage”: da settembre a dicembre sono state elevate esattamente 39.906 multe e decurtati 112.656 punti patente.

Il consigliere Carmelo Cassibba, tassista, ha portato il tema al centro di una commissione comunale. In videoconferenza si sono riuniti sindacalisti di Amt e Amiu, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, esponenti di maggioranza e di opposizione. Tutti d’accordo su un punto: va bene la sicurezza stradale, purché non diventi un pretesto per fare cassa.

Il mancato rispetto della canalizzazione prevede almeno 41 euro e 2 punti dalla patente con sospensione da uno a tre mesi in caso di recidiva. Mette a serio rischio il posto di lavoro per chi lavora con la patente.

Chi percorre via Cantore in direzione centro vede la corsia di sinistra libera e la usa per andare dritto. Ma in quel punto è consentita solo la svolta a sinistra, e così iniziano a ficcare le multe una dopo l’altra. Un residente della zona di Sampierdarena, Salvatore Dalli, segnala: “Me ne sono arrivate già due eppure non mi sembra di aver fatto nulla di pericoloso. Purtroppo non lo sapevo, ora ci sto attento”.

Sul tavolo del presidente del Municipio Centro Ovest Michele Colnaghi è finito un altro plico di segnalazioni. Centinaia di veicoli provenienti dal Fossato costretti ad allargarsi per superare un camion fermo a scaricare merce davanti a un negozio all’angolo con via Cantore. La telecamera non perdona e multa chi poi deve svoltare a destra. Colnaghi osserva che la stessa scena si ripete più volte. “I commercianti sono disperati. Basterebbe arretrare la linea di arresto. Ne abbiamo parlato con gli assessori Campora e Bordilli, ma non abbiamo ricevuto risposte”.

L’assessore alla sicurezza Giorgio Viale in commissione commenta: “Questi semafori sono previsti da tempo dalla normativa nazionale. Lo scopo è ridurre gli incidenti nella città di Genova, che è maglia nera in Italia”. Il comandante della polizia locale Gianluca Giurato ha confermato che tutte le sanzioni elevate con questo metodo sono legittime. Chi vuole può tentare la strada del ricorso.

Sul tavolo del Comune si valuta la proposta di installare un countdown luminoso che segni quanti secondi mancano allo scattare del rosso. All’ipotesi di spegnere le telecamere finché non verranno installati tutti i cartelli per avvisare gli utenti, Giorgio Viale risponde: “Non è fattibile. Pensate a cosa succederebbe se accadesse un incidente grave in uno di quegli incroci. Se il Comune, pur disponendo di uno strumento di prevenzione, scegliesse di non avvalersene, potrebbe avere una parte di responsabilità”.

I sindacati dei trasporti, opposizioni, ma anche qualche consigliere di maggioranza chiedono un passo indietro. Del resto a costare cari non sono tanto i “rossi bruciati”, senza dubbio un comportamento pericoloso, quanto i peccati di chi infrange la segnaletica orizzontale.

Valter Centanaro della cooperativa Radio Taxi Genova attacca: “Ci riesce difficile comprendere che questa sia una battaglia per la sicurezza”. Spesso i taxi che accostano sulla destra per prelevare o lasciare un cliente in corrispondenza di un incrocio, riprendono la marcia nella stessa direzione.

Anche le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Stefano Salvetti, presidente ligure di Adiconsum, ha osservato quanto segue. “Sono stato tra i primi fautori delle città green, ma quando c’è una novità bisogna evitare che i primi a sperimentarla diventino cavie. Sarebbe stata fondamentale una campagna di informazione e comunicazione”. Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti, tuona: “La sanzione per la svolta è totalmente inopportuna, si tratta di un accanimento che deve finire”.

Fonte: Genova24

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