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MULTE: novità in arrivo

MULTE: novità in arrivo

MULTE: novità in arrivo

Multe. Per scovare i cattivi pagatori applicazione degli strumenti di controllo dell’Agenzia Entrate Riscossione e rateizzazioni.

Nella bozza della legge di bilancio che circola a Palazzo Chigi sono già scritte le nuove regole in materia di riscossione delle multe stradali. Il Governo intende incentivarne il pagamento da parte degli automobilisti ma, al tempo stesso, inasprire le sanzioni per chi non adempie in modo spontaneo. Le casse locali piangono miseria proprio a causa del fatto che i Comuni hanno grosse difficoltà a riscuotere le multe stradali.

Rateizzazione

Il trasgressore potrà chiedere immediatamente un pagamento rateale senza veder lievitare l’importo finale con la novità che sarà approvata nella manovra di fine anno. Al momento, per ottenere una dilazione sostenibile con il proprio stipendio, il cittadino deve rinunciare a impugnare il verbale e attendere l’arrivo dell’Esattore. Oggi, l’opzione della rateizzazione è possibile solo per chi riceve le cartelle esattoriali gestite da Agenzia Entrate Riscossione. La novità interessante è che ci sarà la possibilità di mettersi in regola chiedendo subito una lunga rateizzazione, addirittura fino a sei anni.

Si potrà chiedere una rateizzazione fino a 72 rate mensili per gli importi sopra i 20mila euro. La dilazione sarà articolata in 4 scadenze mensili per quelli, invece, fino a 500 euro. Le multe di importo inferiore a 100 euro non si potranno rateizzare. Quindi, dipenderà dall’entità del debito con il Comune il tempo utile per mettersi in regola.

Ingiunzione fiscale

Se il pagamento non avverrà nei consueti 60 giorni l’ingiunzione sarà «immediatamente esecutiva», proprio come la cartella, e autorizzerà il pignoramento diretto. Attualmente, non tutti i Comuni si avvalgono di questo strumento che esiste già dal 1910. Verrà rispolverata la vecchia ingiunzione fiscale notificata tramite la Polizia Locale, al posto della cartella esattoriale notificata dall’Esattore. Potendolo fare da sé, il Comune non dovrà delegare la società locale di riscossione per recuperare gli importi. Quindi, non più i lunghi tempi, spesso prossimi alla prescrizione, a cui abbiamo assistito sinora. Subirà un pignoramento fulmineo chi non vorrà pagare spontaneamente e non farà ricorso.

Sarà necessario inviare un sollecito preventivo prima di avviare il pignoramento per debiti fino a 10mila euro.

Esecuzione forzata

Il Comune potrà controllare i beni intestati all’automobilista facendo una verifica nei registri telematici, ma anche nelle banche dati catastali e ipotecarie, nonché il PRA. In particolare, c’è l’estensione ai Comuni dei poteri che attualmente ha il Fisco nell’elenco delle novità che vedranno la luce a partire da gennaio 2020. Sarà scoperto subito chi farà il furbo e cercherà di nascondere i propri beni per sottrarsi all’esecuzione forzata.

Bisognerà rispettare dei tempi prefissati prima di iniziare l’esecuzione forzata:

  • meno di 60 giorni quando la riscossione è «in pericolo» per esempio perché il debitore è in fase di trasferimento o fallimento;
  • 180 giorni quando l’accertamento è svolto dal Comune e la riscossione dal concessionario;
  • 60 giorni quando il concessionario segue tutta la filiera, dall’accertamento alla riscossione coattiva.

 

Fonte: LA LEGGE PER TUTTI

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