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VERCEIA: cosa è cambiato dopo l’introduzione dei “velo ok”

VERCEIA: cosa è cambiato dopo l’introduzione dei “velo ok”

VERCEIA: cosa è cambiato dopo l’introduzione dei “velo ok”

I comportamenti “criminali” sono quasi spariti.

Calo dei trasgressori del 16,5% e le auto che rispettano i limiti sono passate dal 5,4% al 21% nel primo punto di rilevazione. È il presidente del progetto Attiva-mente Paolo Goglio a illustrare i dati. Soprattutto per le velocità di punta, situazione quasi ribaltata mostrata dal monitoraggio durante i due periodi di riferimento. Le colonnine Velo-Ok registrano le velocità e scattano le foto delle auto che superano il limite di 50 chilometri orari, facendo cambiare radicalmente i dati allarmanti sulla velocità diffusi nelle scorse settimane. Nel tentativo di ridurre la velocità delle auto in transito lungo la statale 36, l’amministrazione comunale di Verceia, coinvolta nel progetto Attenta-mente, nell’incontro di lunedì sera, voluto dal Sindaco Flavio Oregioni, ha diffuso i dati sensazionali.

Gli automobilisti più pericolosi sono praticamente spariti. Riduzione dell’88%, sono passati dal 2,65% allo 0,31% coloro che superano i 90 chilometri orari.

Per il primo punto di rilevazione, i dati riguardanti i rilevamenti notturni mostrano un calo della velocità media del 24,4%, da 77,7 a 58,7 chilometri all’ora. Mentre, è stato del 92,3% il calo delle velocità oltre i 90 all’ora. Su base annua le infrazioni sono calate da oltre 4,2 milioni a 3,4 milioni. Scesa da 66 a 57 all’ora la velocità media in orari diurni.

Fino adesso ci si è limitati alla rilevazione dei dati e si è constatato una diminuzione del 45% degli incidenti stradali mortali e del 36% di quelli normali a seguito di un calo della velocità media da 66 a 57 all’ora. I dati rilevati, incrociati con quelli nazionali, mostrano che i due fattori di rischio principali causa di incidenti gravi o mortali sono la velocità e la disattenzione.

Si prevedono sanzioni.

Il comandante della Polizia Locale di Chiavenna ed Uniti Maurizio Frequentelli ha spiegato che: “Non si cerca di fare cassa. Le finalità sono preventive e garantite da una massima e constante diffusione conoscitiva alla popolazione degli impianti di controllo velocità e sul loro funzionamento. Servono a garantire esclusivamente l’incolumità e l’integrità delle persone contro comportamenti scorretti alla guida dei veicoli“. Arriverà la multa a casa, secondo Goglio: “Basta che ci sia una pattuglia nei paraggi, non necessariamente vicino al Velo Ok. Questo sistema non costringe nemmeno alla contestazione immediata“.

Fonte: La Provincia di Sondrio

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